GIÙ PER LA SCALA!

– Primo torneo di SCALA40 –scala40

Quando?
Si inizia il giorno 06 Novembre 2013 con le eliminatorie.
Si finisce il giorno 27 Novembre con la FINALE!
Ciascuna partita avrà inizio alle ore 21:00. Si prega di essere puntuali per non far attendere i vostri sfidanti.

Come?
Eliminatorie: vi saranno tavolate da quattro/sei giocatori (a seconda del numero di partecipanti iscritti). I primi due/tre classificati per ciascun tavolo passano al turno successivo.
Turni successivi: passano i primi due/tre classificati per ciascun tavolo.
Finale: vengono premiati i primi due classificati!

Dove?
CIRCOLO Virtuoso Bukó, via Stanislao Bologna 30, 82100 Benevento.

Perchè?
La vita è come la scala di un pollaio:
corta e piena di merda.
Non lasciamo che essa si riempia di ulteriore vuoto.
Giocarsela è importante…quest’è sicuro nonché poco!

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1°RIMO CONTEST DI POESIA SLAM” SPUTA IL ROSPO” – 2° ROUND!

Image“Slam: colpo, schiaffo, sbattere”.
La poesia Slam è quella che quando l’ascolti ti colpisce in piena faccia, ti emoziona, ti smuove qualcosa nella pancia…è la poesia della strada, fatta dalla gente, non si auto-celebra ma è al servizio delle persone, si lascia usare e da voce a tutti. La puoi sentire all’angolo della piazza, dalla finestra aperta, la senti nell’aula universitaria, nel bar del paese, nella birreria nascosta nel vicolo, in mezzo agli scaffali di una libreria, al matrimonio di tua cugina.
Nasce a metà degli anni ’80 quando un operaio-poeta, Mark Smith, decide di organizzare degli incontri di lettura ad alta voce in un piccolo jazz-club di Chicago, il “Chicago’s Gree”. E l’idea piace, coinvolge. Tutti vogliono recitare le proprie poesie, ognuno può farlo con il proprio stile, con la propria metrica e vestito come gli pare. L’artista può essere nel pubblico, il pubblico può salire sul palco.
La poesia diventa uno strumento sociale, non glorifica il poeta ma celebra la comunità.
“Sputa il Rospo” vuole proprio questo; dare possibilità, dare spazio, dare concretezza alla creatività, al pensiero, dare dignità alle parole che troppo spesso non vengono ascoltate e ci restano incastrate tra il cuore e la gola.

Che cos’è un contest di Poesia Slam?
È sostanzialmente una gara di poesia orale, rapida ed energica.
Ci sono i poeti che recitano le proprie poesie e c’è un pubblico rumoroso che li ascolta e può esprimere assenso o dissenso.

Chi può partecipare?
Tutti. Non ci sono standard da ricoprire, non ci sono limiti di età.

Cosa bisogna fare per iscriversi?
Tutti gli autori che vogliono partecipare devono inviare a questo indirizzo, “francesca.cass.mazzoni@hotmail.com”, una mail dove scriveranno nome, cognome, data di nascita e dove allegheranno due componimenti originali e rigorosamente scritti di proprio pugno con i quali parteciperanno al secondo turno del contest. Oltre ai dati personali, gli autori dovranno indicare anche i titoli delle loro poesie.
Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 10 Novembre 2013.

Dove e quando si svolge il contest?
La seconda serata sarà ancora ospitata dal Circolo Virtuoso Bukò in via Stanislao Bologna, 30, il 14 Novembre 2013, a partire dalle 21:00. (Ai partecipanti è consigliato presentarsi almeno un’ora prima.)
La partecipazione al contest è gratuita, per chi vuole contribuire con una sottoscrizione libera che sarà utilizzata per i premi finali, durante la serata,ci sarà un banchetto dove potrà farlo.

Come si svolge il contest?
La serata sarà divisa in due parti.
Nella prima parte, gli autori reciteranno la prima delle due poesie, a turno, in un tempo limite di 3 minuti per componimento; avranno 10 secondi bonus per ultimare la propria performance, allo scadere di questi verranno interrotti e si andrà avanti con gli altri autori.
Ci sarà una giuria composta da 4 persone, delle quali due scelte dall’organizzazione e due estratte a sorte tra il pubblico presente alla serata.
La giuria potrà esprimere un voto di gradimento basato su quanto la poesia sia stata emozionante e coinvolgente; la modalità di votazione verrà comunicata durante la serata.
Anche il pubblico avrà l’opportunità di votare per alzata di mano ma il voto della giuria avrà più valore ai fini della classifica finale.
Alla fine di tutte le performances , verranno sommati i punteggi della giuria e del pubblico, i primi 5 classificati che otterranno i punteggi più alti, passeranno alla seconda fase della serata, dove reciteranno la seconda poesia, sempre con le stesse modalità descritte sopra.
I primi tre classificati della seconda fase accederanno alla finale, dove si scontreranno con i primi tre che hanno già passato il turno durante la serata di apertura del 17 Ottobre.
Agli autori è permesso cantare, utilizzare il corpo e la voce come meglio credono e muoversi tra il pubblico, ma senza l’intervento di terze persone, accompagnamenti musicali dal vivo e registrate.

Che tipo di poesie possono partecipare al contest?
Qualsiasi tipo di poesia. Più voci e stili si ascoltano, meglio è.
Per i concorrenti può essere utile ricordare che il punteggio viene assegnato tenendo conto non solo della bontà dei testi, ma anche della loro presentazione al pubblico.

Chi conduce il contest slam?
Ci sarà una presentatrice o un presentatore che annuncerà al pubblico il nome di ciascun poeta e di ciascuna poesia. Sarà attento alle votazioni della giuria e del pubblico, condurrà la serata in maniera attiva, interessando i partecipanti ed il pubblico. Dovrà essere imparziale ed evitare commenti, giudizi sulle votazioni e sulle poesie.

Per qualsiasi informazione e per le iscrizioni da far pervenire entro il 14 Ottobre:
e-mail: francesca.cass.mazzoni@hotmail.com
Francesca: 3297236670

ARTE D’ANNATA

Si parla d’arte e la si respira in lungo e in largo in questo mondo pieni di geni e di figure storiche che ci hanno regalato veri e propri capolavori in vari ambiti. Dalla musica alla pittura, dalla culinaria alla danza, dalla scrittura alle arti marziali…in tutti gli ambiti artistici è possibile ritrovare figure storiche che, prima ancora d’essere artisti, sono opere d’arte. Considerare queste persone e le loro vite non solo ci avvicina all’arte ma innalza il nostro pensiero liberandolo dalle manette di un sistema di dipendenze prive di creatività.

Arte d’Annata è una rassegna creata per elogiare quattro grandi artisti, le biografie dei quali sono state raccontate attraverso quattro grandi pellicole cinematografiche. Arte d’Annata non perchè “dannata” ma perchè nel tempo, come il vino, le storie dei grandi artisti risuonano e riecheggiano negli animi delle persone, ispirando il cambiamento e il consolidamento di emozioni e sentimenti vitali.

05 Novembre => “Frida” (2002) di Julie Taymor. Con Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Antonio Banderas, Valeria Golino.frida
Trama: Ci sono urgenze nella vita di un una donna che il destino spesso può favorire o addirittura accelerare. Un incidente diventa l’accidente della e per la vita di Frida Kahlo, giovane donna messicana, per formalizzare intuizioni. Intuizioni che Frida strappa al mondo visibile – i volti dei genitori e della sorella, il sentimento complesso per Diego Rivera – compagno nell’arte e nella vita -, ai segni della natura e della cultura messicana, consegnandoli a quello bidimensionale della tela. Artista a partire da un incidente sull’autobus, Frida diventa portatrice di un dolore fisico che sembra urlarne uno più profondo che sta dentro la tradizione, anzi la Tradizione, quella femminile della resistenza e della rivoluzione quotidiana che affianca quella-più eroica?-degli uomini. Frida le abbraccia entrambe giacendo nei letti caldi di chi se ne fa portatore, delle donne come degli uomini. Pur aderente alla biografia di Herrera, il lungometraggio di Julie Taymor si scontra, con effetti comici, assolutamente non voluti, contro lo scoglio della Storia, quella stessa a cui Frida si è generosamente concessa e al quale il testo, cartaceo, dedica un accenno velato e dignitoso. Dignitoso nel riproporre la figura di Trotskij, di Picasso e di tutti coloro che abbracciarono il corpo dell’icona Frida Kahlo.

12 Novembre => “Giordano Bruno” (1973) di Giuliano Montaldo. Con Gian Maria Volonté, Charlotte Rampling, Hans Christian Blech, Mathieu Carrière, Alberto Plebani.
giordanobrunoTrama: Ultimi nove anni del domenicano ribelle ed eretico (1548-1600). Sua vita spregiudicata e filosofia esasperata. Denunciato è torturato e condannato al rogo. Film didattico, un po’ pedante, ma egregiamente mosso, con un Volonté puntigliosamente istrionico. Splendida fotografia di Vittorio Storaro, musiche di Ennio Morricone. Tra gli eretici c’è anche il critico Angelo Guglielmi.

19 Novembre => “Correndo con le forbici in mano” (2006) di Ryan Murphy. Con Annette Bening, Jill Clayburgh, Brian Cox, Joseph Fiennes, Evan Rachel Wood.
Trama: Augusten Burroughs ha un padre assente e alcolizzato e una madre ossessionata dalla scrittura e dal proprio subconscio creativo. Dopo la loro drammatica separazione, Augusten viene dimenticato e parcheggiato nella casa del dottor Finch, l’originale quanto folle psichiatra della madre. L’uomo, che pratica la scienza della psichiatria come fosse un’alchimia, esercita sui propri pazienti un forte ascendente. Derubata dei beni e della salute, Deirdre Burroughs lascia che il dottor Finch adotti Augusten. Abbandonato in una casa vittoriana tinta di rosa, Augusten si rassegna presto a convivere con la sua nuova famiglia: la signora Finch, madre affettuosa e allampanata che passa le sue giornate davanti ai B-movie horror, Hope, figlia maggiore dei Finch devota al padre e al suo gatto Freud, Natalie, figlia minore col vizio dell’elettroshock e Neil Bookman, figlio adottivo gay col complesso di Edipo. Deciso a sopravvivere all’abbandono dei suoi e alle paranoie quotidiane dei Finch, Augusten attraverserà tutto d’un fiato gli anni ’70 e l’adolescenza, approdando a New York e a una vita finalmente normale. correndoforbici
Dopo i televisivi Troy e Mcnamara, i chirurghi “taglia e cuci” del serial tv
Nip/Tuck, Ryan Murphy debutta sul grande schermo traducendo in immagini le pagine letterarie di Augusten Burroughs e dell’impietoso memoir della sua infanzia. Partendo dall’omonimo romanzo di Burroughs e trovandosi decisamente a suo agio nell’umorismo nero della sua prosa, Murphy sembra mantenere nella sua trasposizione le suggestioni, i temi e le sottolineature glamour di Nip/Tuck. La deriva dell’esistenza, drammatizzata da un cast straordinario, è marcata dalla stessa luce e dallo stesso effetto patinato (anche se squisitamente beat) che “illumina” le performance chirurgiche e sessuali dei suoi dottori.
L’uso della canzone, allo stesso modo, inserisce i personaggi in una sorta di incantato videoclip che ridimensiona i drammi individuali ed elude le apettative della storia narrata e del genere drammatico. C’è “del marcio” nell’America e nella famiglia rappresentate da Ryan Murphy, c’è il loro volto oscuro che si esprime attraverso l’isteria, l’egoismo, la perversione psicologica come quella sessuale. Il disinteresse genitoriale produce nei figli una bulimia affettiva, il loro caos interiore un desiderio di ordine e normalità. L’adolescenza di Augusten, esattamente come quella di Matt (figlio dei due padri Troy-Mcnamara), comprende in sè il principio dell’ambiguità e del passaggio. Il regista ci mostra l’America attraverso la lente deformante di adolescenti con problemi di attenzione e genitori decisamente naif. Augusten, che ha il volto sofferto di Joseph Cross, riflette tutto il disagio del sistema che lo ha messo, in tutti sensi, al mondo.
Correndo con le forbici in mano è un album di famiglia doloroso e struggente, una dichiarazione d’indipendenza e di libertà che conduce il protagonista a un viaggio nel suo rimosso. A New York, lontano dall’affetto “negato” e dolorosamente necessario della madre.

26 Novembre => “Io non sono qui” (2007) di Todd Haynes. Con Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger.
Trama: Profeta, cantastorie, contestatore. Anticonformista, folle, genio assoluto del novecento. Io non sono qui è un viaggio nel tempo di Bob Dylan, attraverso il ritratto di sei personaggi – colti ognuno in un aspetto diverso della vita artistica e privata del menestrello americano – che intrecciano le loro storie di protesta, disagio, erranza e solitudine in una performance evocativa diretta da Todd Haynes. Anche stavolta, in un’ambientazione che riecheggia gli anni sessanta – avvicinandosi con forza alle tematiche dei suoi film più noti come Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine – il regista americano sperimenta una narrazione frammentata e psichedelica, utilizzando sei diversi stili di regia all’interno di ogni microcosmo narrativo.
i'mnotthereC’è Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d’inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e di estrema sinistra. C’è Woody (Guthrie) un bambino di undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c’è Jack cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie attore e motociclista, Jude l’androgino e cinico cantante folk, e per finire l’illuminato pastore John e il vecchio Billy (The Kid), ispirato al celeberrimo criminale. Quello di Todd Haynes è più di un mockumentary o di un omaggio al Dylan che più amiamo (non a caso è l’unico ritratto che lo stesso Dylan sembra aver davvero apprezzato), ma una miscela perfetta di musica, arte visiva, cinema. Fotografia rigorosa, sei registri narrativi che si intrecciano sul calare degli anni ’70, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. C’è la musica, allora, a risollevare le sorti di un’umanità stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati, ma c’è anche il cinema – di Todd Haynes – che ogni volta restituisce la magia delle atmosfere magiche perse nei ricordi.

Vi aspettiamo tutti e quattro i Martedì del mese di Novembre con ARTE D’ANNATA.
Proiezioni a partire dalle ore 21.30.
Noi saremo puntuali…siatelo anche voi!