PROTESTANGO from Buenos Aires, live

protestango★ Direttamente da Buenos Aires ★ PROTESTANGO

Espectáculo músico-teatral autogestivo y itinerante.
Monologhi, Rap, Beats ed effetti vocali campionati dal vivo con drammatiche melodie Tango Punk.

https://soundcloud.com/protestango/sets/monologosrapeados

https://protestango.blogspot.com.ar/

protestango2“Il 2 gennaio 2011 ero a 12756 km. di distanza e quasi 8 anni di distanza dai quartieri della città di Buenos Aires, che era solita essere disturbata dalla mia intensa presenza. Dopo 17 anni di turbamenti rovesciati su carta, è nata questa avventura PROTESTANGO. Giocando con alcuni dei testi accumulati sulla strada, in anni di vagabondaggio bohemien, viaggi e migrazioni, e con l’idea libertaria di non censurane nessuna per qualsiasi delle infezioni maledetti produzione commerciale e la commercializzazione del mondo dell’arte neoliberale (molto tipico il nostro caro futuro), comincio ad adattare testi in monologhi di un dramma tango e punk, per essere rappati con lo stile verboso e appassionato di uno speaker calcistico rioplatense. Tutta questa passione scaturisce da basi musicali di Tango, accompagnate da tamburi estratti audio di tanghi, film, documentari e, a volte con un po ‘ di vocalizzazioni. Al fine di dare a tutto questo il colore e l’odore desiderato, sia per iscritto che nell’interpretazione, immagino nella mia mente le lacrime di dolore fuse con un immagini viscerali, del vomito e mal di stomaco che causa l’ingiustizia e la disuguaglianza all’interno di questo sistema immondo sinistro si sta affondando sempre più velocemente. Senza perdere di vista l’obiettivo, che è quello di cercare di infettare quelli che non osano, quelli che nella routine di tutti i giorni avvitano la loro vita.”

PROTESTANGO
Venerdì 29 Aprile 2016
Start h 21:30

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
via Stanislao Bologna 30
82100 – Benevento

 

CENA IN TRE (pi)ATTI – Protagonista:il peperoncino

“La CENA IN TRE (pi)ATTI”
inizia alle 21:00 di Domenica 24 Marzo 2016
e sarà divisa in tre atti:
– ATTO PRIMO: L’ANTIPASTO, un metodo curato per stimolare l’appetito, la fantasia, la voglia di scoprire e di accogliere l’armonia;
– ATTO SECONDO: IL PRIMO, il legame tra i preliminari e l’orgasmo, la via che porta ad aver scoperto qualcosa in più senza perdere la voglia di andare oltre;
– ATTO TERZO: IL SECONDO E L’EPILOGO, per mettere in luce soddisfazioni, ansie, paure, luci e ombre di un percorso fatto di suggestioni, emozioni, colori e immaginazione.

“La CENA IN TRE (pi)ATTI” è una cena teatral-musicale creata per fare di un semplice pasto un’esperienza di vita, è uno scontro poetico che dalla bocca si evolve nello stomaco e poi trascende in modi che nessuno al momento può sapere.

Protagonista di questo appuntamento sarà il PEPERONCINO!

I vegetariani rimarranno soddisfatti,
i carnivori non si potranno lamentare!

Menù completo: 15€!
È NECESSARIO PRENOTARSI entro e non oltre le ore 23:59 del giorno 22 Aprile 2016.

Per prenotarsi contattare:
Andrea Maio (3297914678)
Francesca De Rienzo (3402244751)
Roberta Zollo (3408510821)

Domenica 24 Aprile 2016
Start h 21:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
via Stanislao Bologna 30
82100 – Benevento

UMORIRE DAL RIDERE – I Contest di Barzellette

Sicuramente avrete avuto qualche occasione in cui i momenti morti della serata sono stati risollevati da una serie di barzellette. Si lancia la prima, riaffiorano ricordi e memorie di altre barzellette e così via a cavalcare il ritmo della risata.
Sicuramente ci sarà capitato di sentire un amico che debutta dicendo “Oh, la sapete quella dell’italiano, il francese e l’americano?”
Avrete di certo avuto modo qualche volta di pensare ad un evento, una circostanza che facilmente si poteva poteva essere assimilabile a barzelletta, ad esilarante racconto da mescolare in conversazioni tra amici.

Contest di Barzellette

Ebbene…benvenuti al primo contest di barzellette dal vivo di Benevento e dell’intera Italia. Dove? Ovviamente al Bukó Circolo Virtuoso!!!

PER PARTECIPARE leggere attentamente il regolamento riportato di seguito e, ENTRO E NON OLTRE IL 18 APRILE 2016, inviare la propria candidatura tramite e-mail (oggetto della mail: “contest di barzellette”) contenente alcune vostre informazioni (nome, cognome, età, città di residenza) e allegare ALMENO UNA BARZELLETTA SCRITTA DI PROPRIO PUGNO al seguente indirizzo e-mail:
andrea.maio@rocketmail.com

Regolamento:
1. L’importante non è vincere, nè partecipare. L’importante è divertirsi e far divertire.
2. Sono ammesse barzellette, freddure, indovinelli e giochi di parole di qualsiasi tipo. Quando si tratta di ridere, non è importante che il contenuto sia “politically correct”. Spettera poi al pubblico decidere se ridere o meno.
3. Nessuna quota di iscrizione è prevista.
4. I partecipanti devono includere nella gara ALMENO UNA BARZELLETTA SCRITTA DI PROPRIO PUGNO. Per partecipare alla gara, considerate le varie fasi, è necessario avere un repertorio di almeno dieci pezzi.
5. FASI DELLA GARA: se elevato il numero di partecipanti ci sarà una prima fase eliminatoria, poi si passerà ad una “battle” a coppie ed infine ad una finale tra quattro partecipanti.
6. PUNTEGGIO: verrà scelta una giuria popolare che esprimerà il proprio punteggio con voti da 1 a 10. La giuria non potrà non essere influenzata dalle risate del pubblico intorno così come dai fischi o dagli applausi. L’intervento del pubblico nella votazione sarà richiesto in caso di spareggio: ogni tre mani alzate, verrà attribuito un punto.
7. Nell’attribuzione del punteggio si dovrà tener conto dei contenuti della barzelletta, delle risate generate, delle modalità di recitazione.
8. VINCITORI: verranno premiati i primi tre classificati nella finale e ai primi tre spetteranno dei premi (non in denaro).

Per qualsiasi chiarimento chiamare il seguente numero:
3297914678 (Andrea Maio)

Venerdì 22 Aprile 2016
Start h 21:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
via Stanislao Bologna 30
Benevento

ULI – live music

ULIU è il prefisso delle cose impossibili, delle Utopie, dei luoghi che non esistono.
Uli è Ali venuta da un luogo che non esiste e da un tempo impossibile.
Una capriola su se stessi.

“A me piace chiamare quello che scrivo e canto “Alien Folk”, non nel senso strettamente marziano del termine, ma nel senso di ALTRO. È la musica tradizionale del mio pianeta.” – Uli
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Uli, alias Alice Protto è cantante, cantautrice e attrice. Vercellese. Classe 1986, impara a cantare da autodidatta chiudendosi nel suo armadio e sperimentando le possibilità della sua voce. Fin da ragazzina si esibisce con diverse band, tra cui “The Maleducatones” gruppo surfabilly grind di cui è cantante e sassofonista.
Dopo aver frequentato la Scuola d’Arte Drammatica a Milano inizia a lavorare con il Teatro delle Albe, è attualmente in scena nel loro spettacolo “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”.
Dal 2012 collabora con Wasabi Produzioni, sia come attrice che come cantante, e inizia a comporre le proprie canzoni.
Si esibisce con il suo progetto solista dal 2014 e il 27 Gennaio 2015 ha pubblicato il suo primo EP dal titolo ULI.
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Uli:
Alice Protto (voice, ukulele, songwriting)
Domenico Finizio (guitar)
Federico Ragazzetto Branca (bass, synth)
Matteo Rimoldi (drums)

Sabato 9 Aprile 2016
Start h 22:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

WASTE LAND

saledella terra2Si avvicina il 17 Aprile e con esso il Referendum abrogativo per non permettere il rinnovo delle concessioni contrattuali a chi già perfora i nostri mari entro le 12 miglia dalla costa.
Non ci pronunceremo in alcun modo perchè i pareri sono tanti e non è giusto influenzare alcuno in uno dei due versi. Tuttavia, va precisato che in un Paese come l’Italia che ricopre solo lo 0,5% della superficie terrestre – una nocciolina praticamente – e che ospita la maggior parte del patrimonio monumentale e culturale mondiale nonché un patrimonio naturale inquantificabile – una nocciolina molto ricca quindi! – le estrazioni petrolifere dovrebbero essere l’ultima priorità…anzi, non dovrebbero proprio esistere!
Detto ciò, al Bukó, nel mese di Aprile, promuoviamo una rassegna cinematografica denominata “Waste Land” un po’ per far tornare alla memoria Elliot e la sua Terra Desolata, un po’ per far luce su quello che il nostro pianeta sta divenendo per colpa della devastazione che l’uomo esercita su di esso, un po’ per far luce su quello che è il sale di questo pianeta e sulle direzioni da prendere per rinsavire.
Pars destruens e pars costruens insieme per sentirci nuovamente ospiti e non ancora padroni di un pianeta che soffre per il nostro parassitare.

formicheverdi– Martedì 5 Aprile 2016 => “Dove sognano le formiche verdi” (Australia – 1984), un film di Werner Herzog. Con Norman Kaye, Bruce Spence, Ray Barrett.
Trama:
Una multinazionale vuole intraprendere ricerche petrolifere in una landa desertica australiana. Gli aborigeni si oppongono, sia pure in maniera non violenta. Quella terra è da secoli sacra, per loro. I loro sit-in non fermano i cacciatori di petrolio. Ma i difensori dell’ambiente l’avranno egualmente vinta.

 

trash2– Martedì 12 Aprile 2016 => “Trash” (USA – 2014), un film di Stephen Daldry. Con Rickson Tevez, Eduardo Luis, Gabrielle Weinstein, Martin Sheen, Rooney Mara
Trama: Rafael, Gardo e Gabriel detto Rato hanno 14 anni e vivono nelle favelas brasiliane, campando grazie allo smistamento dei rifiuti. Un giorno Rafael trova nella discarica un portafogli che contiene denaro, una foto con alcuni numeri sul retro, un calendario con l’immagine di San Francesco e una chiave. Subito dopo la polizia locale, per cui i ragazzini non nutrono né fiducia né simpatia, cala sulle favelas alla ricerca del portafoglio. Il gioco si fa duro, ma i nostri piccoli eroi non rinunciano a giocare. trashTrash è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo per ragazzi scritto da Andy Mulligan, e il film è sceneggiato da Richard Curtis (sì, quello di Quattro matrimoni e un funerale e Love Actually) e diretto da Stephen Daldry (sì, quello di Billy Elliot e The Hours). Ci sono anche una troupe brasiliana e un produttore esecutivo, Fernando Meirelles, utili a certificare la “credibilità etnica” dell’operazione. Ma a reggere il timone è il talento, e il punto di vista, riconoscibilmente anglosassone di regista e autori, e la produzione britannica Working Title.

wasteland– Martedì 19 Aprile 2016 => “Waste Land” (Brasile, Gran Bretagna – 2010), un film di Lucy Walker, Karen Harley, João Jardim. Con Vik Muniz
Trama: Nella periferia di Rio de Janeiro si è andata formando negli anni la più grande discarica del mondo che ogni giorno offre lavoro a migliaia di cosiddetti catadores, “riciclatori”. Di giorno e di notte, a piccoli gruppi o in solitaria, uomini, donne e ragazzini rifiutati dalla società scalano montagne di rifiuti, frugano tra l’immondizia alla ricerca di materiali riciclabili da poter vendere o barattare per tirare avanti la loro misera vita.Deciso a realizzare un’opera d’arte con la spazzatura, Vik Muniz torna nel suo paese natale – dopo aver trovato casa e fama a New York – per passare un periodo a Jardim Gramacho, questo centro periferico nello stato di Rio de Janeiro in cui il 50% della popolazione sopravvive di riciclaggio. Una volta conosciute le persone che si dedicano alla raccolta di materiali riciclabili, e colpito dalla loro forza e innocenza, il celebre artista brasiliano lascia che l’idea iniziale si trasformi naturalmente in un progetto “umanitario”. La regista inglese Lucy Walker si incarica delle riprese che testimoniano la crescita e l’evoluzione di un gruppo di catadores, uomini e donne che hanno potuto creare con le loro proprie mani un’opera d’arte dai rifiuti che loro stessi hanno raccolto.
wasteland2Ambientato nella terra di nessuno, alla frontiera tra vita e miseria, Waste Land è un documentario che scopre la bellezza nell’immondizia. È qui che a tutte le ore del giorno e della notte vengono scaricate a tonnellate le scorie della società. Da qui nasce l’arte, secondo Vik Muniz. Lo sguardo visionario dell’artista si posa sulla spazzatura e ci vede un volto fiero di una negra che ha lavorato tutta la sua vita e continua a camminare a schiena dritta nonostante le percosse; si posa sui sacchi squarciati, sulla terra e la polvere e ci vede un uomo riverso nella vasca, in un’interpretazione del dipinto “Morte di Marat” di Jacques-Louis David. I veri protagonisti del film sono loro, i catadores. Personaggi segnati dalla vita, con occhi pieni di miseria e meraviglia, con le loro storie straordinarie, i sogni, le sconfitte, la saggezza (“99 non è lo stesso che 100”).
Waste Land è un grande ritratto, visto dall’alto, di un gruppo di sopravvissuti che con l’arte è riuscito a vedere (e andare) al di là della spazzatura.

saledellaterra– Martedì 26 Aprile 2016 => “Il Sale della Terra” (), un film di Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado.
Trama: Magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado, Il sale della terra è un documentario monumentale, che traccia l’itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista, Il sale della terra è un’esperienza estetica esemplare e potente, un’opera sullo splendore del mondo e sull’irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo, il documentario ha un respiro malickiano, intimo e cosmico insieme, è un oggetto fuori formato, una preghiera che dialoga con la carne, la natura e Dio.
Quella di Salgado è un’epopea fotografica degna del Fitzcarraldo herzoghiano, pronto a muovere le montagne col suo sogno ‘lirico’. Viaggiatore irriducibile, Sebastião Salgado ha esplorato ventisei paesi e concentrato il mondo in immagini bianche e nere di una semplicità sublime e una sobrietà brutale. Interrogato dallo sguardo fuori campo di Wenders e accompagnato sul campo dal figlio, l’artista si racconta attraverso i reportages che hanno omaggiato la bellezza del pianeta e gli orrori che hanno oltraggiato quella dell’uomo. Fotografo umanista della miseria e della tribolazione umana, Salgado ha raccontato l’avidità di milioni di ricercatori d’oro brasiliani sprofondati nella più grande miniera a cielo aperto del mondo, ha denunciato i genocidi africani, ha immortalato i pozzi di petrolio incendiati in Medio Oriente, ha testimoniato i mestieri e il mondo industriale dismesso, ha perso la fede per gli uomini davanti ai cadaveri accatastati in Rwanda e ‘ricomposti’ nella perfezione formale e compositiva del suo lavoro. Un lavoro scritto con la luce e da ammirare in silenzio.
saledellaterra3Nato nel 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, da cui parte ancora adolescente, spetta al figlio Juliano documentarne la persona attraverso foto e home movies, ricordi e compendi affettivi di incontri col padre, sempre altrove a dare vita (e luce) al suo sogno. Un sogno che per potersi incarnare deve confrontarsi appieno col reale. A Wenders concerne invece la riproduzione dei suoi scatti, che ritrovano energia e fiducia nella natura, le sue foreste vergini, le terre fredde, le altezze perenni. Il regista tedesco, straordinario ‘ritrattista’ di chi ammira (Tokyo-Ga, Buena Vista Social Club, Pina Bausch), converte in cinema le immagini fisse, scorre le visioni e la visione di un uomo dentro un mondo instabile. In una scala di grigi e afflizioni, nei chiaroscuri che impressionano il boccone crudo dell’esistere (l’esodo, la sofferenza e il calvario dei paesi sconvolti dalle guerre e dalle nuove schiavitù), Salgado racconta le storie della parte più nascosta del mondo e della società. Spogliate dalla distrazione del colore, le sue fotografie attestano la conoscenza precisa dei luoghi e la relazione di prossimità che l’artista intrattiene con gli altri, sono un mezzo, prima che un oggetto d’arte, per informare, provocare, emozionare. Foto che arrivano dentro alle cose perché nascono dall’osservazione, dalla testimonianza umana, da un fenomeno naturale.
Esperiti esteticamente l’oggetto artistico e l’intentio artistica di Salgado, Wenders rappresenta col suo cinema la ‘forma’ dell’idea di cui gli scatti sono portatori. Scatti radicali e icastici che penetrano le foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea, attraversano i ghiacciai dell’Antartide e i deserti dell’Africa, scalano le montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Un viaggio epico quello di Salgado che testimonia l’uomo e la natura, che non smette di percorrere il mondo e ci permette di approcciare fotograficamente le questioni del territorio, la maniera dell’uomo di creare o distruggere, le storie di sopraffazione scritte dall’economia, l’effetto delle nostre azioni sulla natura, intesa sempre come bene comune. Perché dopotutto la domanda che pone la fotografia di Salgado è sempre ‘dove’? In quale luogo? E determinare il luogo è comprendere il senso della narrazione dell’altro.

Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 21:30…puntualissime!
Siate puntuali anche voi nel palesarvi.