IV Contest di Poesia Slam – Sputa il Rospo “Carnival Edition”

Domenica 26 Febbraio 2017, start h 21:00
IV Contest di Poesia Slam – Sputa il Rospo
“Carnival Edition”

Presso il Circolo Virtuoso Bukó, Via Stanislao Bologna 30, Benevento

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IV edizione del Contest di Poesia Slam “Sputa Il Rospo” e nuova opportunità per autori, scrittori, poeti improvvisati e consumati, di mettersi in gioco nella terra delle streghe…nei meandri del Bukó.

Il primo dei tre incontri di questa IV edizione di “Sputa Il Rospo” si terrà a Benevento presso il Circolo Virtuoso Bukó il giorno 26 Febbraio 2017, dalle ore 21:00 in poi.

Questo appuntamento beneventano di poesia sarà inoltre un’ottima opportunità per chi poi pensa di volersi spostare fuori dalla provincia con i propri pezzi d’arte. Di fatti, i primi tre classificati a questa edizione beneventana andranno a gareggiare nella finale regionale di Poesia Slam della LIPS (Lega Italiana Poesia Slam).

I partecipanti a questo primo appuntamento della IV Edizione di Sputa il Rospo sono:
Claudio Lamberti,
Daniela Allocca,
Francesca Saladino,
Mariapia Dell’Omo,
Stella Iasiello,
Francesco Cutillo,
Aniello Luciano

casparLa quarta edizione, come le ultime due precedenti, è curata, in collaborazione con la LIPS (Lega Italiana Poesia Slam) da “CASPAR – Campania Slam Poetry Associazione Regionale” nella quale ci sono Francesca Mazzoni, Vittorio Zollo e Andrea Maio.

Dove e quando si terrà il Contest?
Il giorno 26 Febbraio 2017, a partire dalle ore 21:00, a Benevento
presso il Circolo Virtuoso Bukó.
Via Stanislao Bologna 30

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La Degustazione attraverso i sensi – Esercizi di Degustazione

La Degustazione attraverso i Sensi
– Esercizi di degustazione a cura di Alambacchus –

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Udito. Vista. Olfatto. Gusto. Tatto.
 
Degustare il vino è un viaggio che passa attraverso tutti i nostri sensi, sensi che, spesso, sono sopiti, dormienti e che vanno risvegliati.
Nel viaggio, è importante tanto il punto di arrivo che il percorso da seguire: se vogliamo essere pronti a degustare il vino in pieno, in tutte le sue sfaccettature, dobbiamo riattivare i nostri sensi tramite un allenamento non proprio ordinario…
 
Lasciatevi prendere da un’esperienza olfattiva e sensoriale sulla base di un assaggio di 4 tipi di vino.
Una degustazione fuori dal normale.
 
Per la degustazione, sono previsti i prodotti delle seguenti cantine:
– Torre Del Pagus
– Cantine di Solopaca
– Cantina Tora
– Nifo Sarrapochiello
 
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE
Contatti:
Andrea (3297914678)
Tiziana (3387340250)
 
Domenica 19 Febbraio 2017
Start h 20:00
 
Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

NO all’alta velocità Napoli-Bari

In primavera potrebbero partire i primi cantieri dell’alta velocità Napoli-Bari. L’opera servirà a collegare le due città in un tempo max di due ore, facendo fermata ad Afragola, Benevento, Ariano Irpino (dove è prevista la costruzione di una stazione nel nulla) e Foggia.
Tra una stazione e l’altra il treno super-veloce sventrerà terreni, spazzerà via i vigneti della valle Telesina, prosciugherà falde acquifere, traforerà colline e montagne con più di 50 km di gallerie in progettazione, una fra tutte, la galleria di 23 km che passerà sotto il Monte Acuto nella tratta fra Apice e Orsara di Puglia.
Un danno enorme per realizzare un’opera esclusiva solo per una certa fascia sociale, che renderà impossibile per le fasce più povere lo spostamento su ferrovia, già ampiamente compromesso dalla noncuranza di Stato e privati nel garantire un servizio quanto meno decente, e che darà un’ulteriore mazzata demografica ad un territorio, come il nostro, che già da anni subisce il drammatico fenomeno dello spopolamento.
Territorio spopolato vuol dire resistenza nulla sul cammino di imprenditori e affaristi dell’energia, che vedono il nostro come un territorio vergine da spolpare fino all’osso per la produzione di energia. Lo stanno già facendo oggi riempendo le montagne di pale eoliche, lo faranno domani con l’istallazione delle trivelle per l’estrazione petrolifera.
Tra chi ingenuamente vede in questo possibilità di sviluppo, come se un posto di lavoro possa valere la pena di ridurre il posto in cui si vive in un territorio sterile ed avvelenato, e chi coscientemente se ne frega di devastare valli e montagne pur di assicurarsi la propria parte di bottino, c’è chi sceglie la via della lotta e della difesa del proprio territorio, da questa come da qualsiasi altra nocività che lo minaccia.
Per chi condivide questa prospettiva di resistenza, l’appuntamento è per il 17 febbraio al Bukò per cominciare a discutere di come organizzarsi.

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Venerdì 17 Febbraio
Start h 20:00
 
Presso il Bukó Circolo Virtuoso
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Tim Holehouse – mutant delta blues from UK

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Originario di Dorchester (UK), Tim Holehouse è un songwriter e musicista molto particolare.
Nel corso degli anni ha suonato con decine di band, passando dal metal all’hardcore fino al blues e al folk, con incursioni in tutto ciò che lo ispira, senza inibizioni né limiti di genere.
Si è esibito non solo nel Regno Unito ma anche in Cina, Giappone, Australia, USA, Islanda, Austria, Svizzera, Francia e Germania, spesso in coppia con artisti come Oldseed e Octoberman (Canada), Usaisamonster (USA) o Veee Dee (Japan) tanto per citarne alcuni.
Tra album solisti, split e numerose collaborazioni con altri artisti, nel corso della sua carriera Tim Holehouse ha sempre mostrato una linfa creativa davvero invidiabile.
Voce grintosa e rauca alla Tom Waits e una chiara attitudine blues sono i principali tratti distintivi dell’abile compositore inglese dallo spirito troubadour in tour in Italia dalla seconda di metà di Febbraio 2017.

Giovedì 16 Febbraio 2017
Start h 21:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Presentazione di “Che lingua parla il Comics?” di e con Segio Mario Ottaiano

Presentazione del libro “Che lingua parla il comics?”
di e con Sergio Mario Ottaiano

Il Circolo Virtuoso Bukó, vi invita a vivere una Domenica carica di emozioni, con la presentazione del saggio critico ‘Che lingua parla il comics?’ il secondo libro pubblicato dal giovane scrittore Sergio Mario Ottaiano, ed edito ralla casa editrice Rudis Edizioni.

Entrata gratuita, e aperitivo disponibile per tutti i presenti.

che-lingua-parla-il-comics‘Che lingua parla il comics?’, è un lavoro dedicato alla ‘nona arte’ in italia, il mondo del fumetto, che negli ultimi anni ha visto un incremento notevole dell’interesse nei suoi confronti da parte del pubblico. Oggi, il fumetto, e con esso il graphic novel, occupano un posto significativo tra i mezzi di comunicazione di massa, veicolando valori e ideologie attraverso l’unione di due linguaggi, quello grafico e quello testuale sfruttando tutta la potenza del mezzo stampa e web al fine di raggiungere un ampio numero di lettori, influenzandone il patrimonio e il pensiero culturale.
Questo lavoro vuole mettere in risalto le peculiari caratteristiche e le differenze tra il linguaggio scritto utilizzato dal fumetto classico e quello del graphic novel, ponendo l’attenzione sui procedimenti, le trasformazioni e gli autori che hanno contribuito all’evoluzione del testo, protagonista di balloons e didascalie. Da Yellow Kid, a Topolino, da Andrea Pazienza a Zerocalcare, attraverso lo studio di testi critici specializzati, fumetti italiani e romanzi grafici, sono stati presi in considerazione gli aspetti grammaticali, linguistici, sintattici, morfosintattici, lessicali e inerenti l’interpunzione che caratterizzano le forme narrative in questione.
La ricerca intende dare un primo ordinamento ad una materia ancora poco trattata, dando la possibilità ai lettori, alla ricerca di un approfondimento accademico leggero ma convincente, di comprendere le caratteristiche e le dinamiche linguistiche che compongono il comics e le sue evoluzioni.

sergio-mario-ottaianoChi è Sergio Mario Ottaiano?
Nato ad Avellino il 24/02/1993 e residente a Marigliano (NA), Sergio Mario Ottaiano è Laureato in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli.
Bassista, scout, autore di canzoni, scrittore, articolista. Il suo interesse per la letteratura nasce in età adolescenziale con la lettura di “Capitani Coraggiosi” di R. Kipling, da allora non ha mai smesso di coltivare la sua passione per la scrittura e le lettere.
Ha partecipato a numerosi concorsi scolastici di poesia svolti all’interno del suo istituto superiore Liceo Scientifico C. Colombo. Ha partecipato al concorso di poesia “Il Federiciano” Edizione 2012 ricevendo la pubblicazione della poesia dal titolo “Resistere” in una raccolta pubblicata da Aletti Editore.
Nel Dicembre 2013 firma il suo primo contratto con l’editore “Genesi” di Torino riguardante il primo romanzo “Un’Ucronìa” Il libro viene pubblicato il giorno 1/4/2014 e un anno dopo, l’11/4/2015 viene premiato dalla giuria della IV edizione del premio nazionale “Nero su Bianco, premio letterario Mino De Blasio” con il premio della Critica per il romanzo “Un’Ucronìa”; il 2/12/15 il libro riceve una menzione speciale fuori concorso al “Premio Pulcinella città di Acerra”; il 4/9/2016 riceve il Premio speciale opera prima “Un’Ucronìa” per la XVIII edizione del premio R. Micheloni – città di Aulla.
Il 15 Ottobre 2014 è tra i selezionati del premio “Scrivendo Racconto” e riceve la pubblicazione del suo racconto “La Prima volta” edito da Historica Edizioni.
Il 9 Aprile 2015 è tra i selezionati del premio “I racconti di cultora” e riceve la pubblicazione del suo racconto “La ragazza che voleva essere una nuvola” edito da Historica Edizioni.
Il 22 Gennaio 2017 conquista il primo posto per la sezione narrativa del Premio Maschera di Pulcinella – Città di Acerra – Terza edizione, indetto dall’associazione Linguaggi Convergenti, con il racconto “Piuma Di Corvo”.
Il 23 Gennaio 2017 pubblica il suo secondo volume dal titolo “Che lingua parla il comics?” edito da Rudis Edizioni.
Lavora come Copywriter, Digital PR, Social Media Manager e Ufficio Stampa per lo studio SEMA, Marigliano Napoli.
È segretario dell’Associazione culturale Terre di Campania con sede in Marigliano (NA) e Casalbore (AV); è volontario presso il Museo dei Castelli con sede a Casalbore (AV)
È Editore e proprietario del magazine on-line Terre di Campania.
Collabora con il portale culturale online “Cultora” per la sezione Musica e per la sezione Letteratura.
Collabora con il portale di fumetto e Graphic Novel “Fumettologica” come recensore.
Collabora con il portale musicale online “MusicCoasToCoast” come reporter, recensore e responsabile sezione interviste.
Scrive articoli per il blog del Be-Quiet La notte dei cantautori.

La pagina FB: https://www.facebook.com/Keepthehope
Il sito: https://sergioottaiano.wordpress.com/

Relatore:
Carlo Oropallo

Domenica 12 Febbraio 2017
Start h 20:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Storie di Ordinaria Vita Vissuta Vol.2

Ci sono i film bellissimi, pieni di effetti speciali, grandi attori, grandi storie e concetti filosofici non trascurabili. Ci sono i film pieni di storie di vita vissuta: a volte, storie di vite abbastanza comuni e speciali per il modo in cui vengono vissute, altre storie invece riguardano certe persone, certi episodi che difficilmente si replicheranno.
Se pensate di avere una vita interessante, vi invitiamo alla rassegna “Storie di Ordinaria Vita Vissuta Vol.2” in cui si darà spazio a tre storie vere che il cinema ha saputo elogiare o, in qualche modo, rappresentare.
bronson– Martedì 7 Febbraio 2017 => “Bronson”, un film di Nicolas Winding Refn. Con Tom Hardy, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon.

Trama:
Ostinatamente devoto alla violenza, Michael Peterson – in arte Charles Bronson – non riesce a tenere sotto controllo il suo egocentrismo. E così, dopo un’infanzia trascorsa tra le mura di una casa piena d’amore, il ragazzo cresce collezionando bravate di poco conto. Una volta diventato grande, muscoloso e forzuto, dopo l’ennesima prepotenza, viene rinchiuso per sette anni in carcere. Nella cella, tra una scazzottata al secondino e un morso ai colleghi più miserevoli, diventa il prigioniero più famoso d’Inghilterra: un carcerato eccentrico e sbiecamente intelligente che non ha mai ucciso nessuno ma vive da trent’anni in totale isolamento.
La regia di Nicolas Winding Refn scompone la vita di Bronson in quadri artefatti, esteticamente ineccepibili. Ogni dettaglio della scenografia si lega con cura maniacale ai movimenti degli attori, così come la scelta dei colori segue scrupolosamente i dettami di un perfetto equilibrio cromatico. L’impatto visivo è notevole, soprattutto nelle scene in cui Tom Hardy – sovraccaricato di massa muscolare e pazzia – dimostra tutta la potenza del suo narcisismo deviato. Ben oltre misura e discrezione, il film si divide in tre parti ambientate in tre luoghi diversi: il palcoscenico di un teatro, il mondo esterno e la cella d’isolamento. Attraverso gli spostamenti tra questi spazi dell’anima, l’uomo si trasforma fino a divenire un prodotto, da deridere o denigrare, ma con il quale è bene scontrarsi.
Incorruttibile (la sua morale non prevede l’omicidio, punizione che ritiene giusta solo per i pedofili) e arguto artista della violenza, il personaggio che esce dal racconto di Refn è, più che un criminale, un anarchico pubblicitario che riesce a vendere se stesso come ‘brand’, meglio di qualsiasi rappresentante in giacca e cravatta. Mettendolo su un palcoscenico a parlare di sé, il regista sceglie di porre l’attenzione sull’aspetto più intellettuale di Bronson, perché l’uomo che si nasconde dietro a sputi e pugni è molto più interessante. Scrittore, pittore, esteta, pur di diventare famoso, avrebbe sacrificato ogni cosa ma mai per il solo gusto di fare del male agli altri.

thewalk_vertigini– Martedì 14 Febbraio 2017 => “The Walk” un film di Robert Zemeckis. Con Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby, Marie Turgeon, Soleyman Pierini.

Trama:
Il 7 Agosto del 1974 il funambolo francese Philippe Petit realizza il suo sogno, qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno farà mai più. Per quasi un’ora cammina avanti e indietro su un cavo teso tra le torri gemelle di New York, a più di 400 metri d’altezza, senza alcuna protezione. Lo guardano la sua donna, gli amici che lo hanno aiutato, la polizia che aspetta di arrestarlo, la città e poi il mondo. Lo guardano le nuvole. Philippe Petit cambia il modo in cui New York guarda ai suoi nuovi simboli negli anni ’70, li ammanta della magia dell’arte e dell’incredibile, realizza il sogno nella terra dei sogni. Poi, nel 2001, un incubo riscriverà quello sguardo e quello spazio, con un altro, definitivo, “per sempre”.
Ci sono due torri, due paesi e due anime nel film di Zemeckis. C’è la Parigi della prima parte, che pare uscita da un musical di Stanley Donen apparso fuori tempo massimo, dove i protagonisti della storia più che arrampicarsi sul filo si arrampicano sugli specchi per giustificare il loro utilizzo dell’inglese, dove la finzione scolora la realtà nonostante costumi e fotografia s’ingegnino per fare l’opposto, dove accade esattamente ciò che non dovrebbe accadere sulla corda, e cioè che si finge, e questo – Philippe l’ha appreso dal suo mentore Papa Rudy – questo il pubblico lo sente.
Poi le cose cambiano, attraversato l’oceano la prospettiva si ribalta: qui Zemeckis fa sul serio e anche questo il pubblico lo sente. Il “colpo” di Petit diventa il colpo del regista; la posta in gioco è ambiziosa e la tecnica è tutto. Scollati dal suolo, a partire dalla notte sul tetto, il sogno del funambolo francese e il cinema dell’americano s’incontrano, sono fatti della stessa materia, comandano la temporalità con le loro leggi particolari, rubano il respiro, gelano le mani per l’emozione e per la temperatura dell’aria del cielo all’alba.
Se nell’intro del film, Petit/Gordon Levitt rifiutava di trovare un perché alla sua impresa, facendosi bastare il richiamo della bellezza e dello spettacolo, in coda, al contrario, Zemeckis sembra giustificare la sua scelta di girare The Walk col desiderio di partire da una storia vera per parlare di un’altra storia vera, fatta anch’essa di ansia e di vertigine, ma di segno opposto: una storia in cui l’equilibrio del mondo va in pezzi e i corpi precipitano anziché danzare sospesi. Quello rivolto all’undici settembre è un pensiero fin troppo evidente, per quanto reso silenziosamente, ma anche inevitabile. “La nostra civiltà – scriveva, all’indomani della tragedia, Paolo Lagazzi – è un sogno sospeso a un filo sottile”.

filmz.ru– Martedì 21 Febbraio 2017 => “Dallas Buyers Club”, un film di Jean-Marc Vallée. Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare, Steve Zahn.

Trama:
Ron Woodroof vive come se non ci fosse un domani, non credendo alla medicina ma professando solo la religione della droga e dell’alcol. La scoperta di non avere realmente un domani a causa della contrazione del virus HIV apre un calvario di medicinali poco testati e molto inefficaci, fino all’estrema soluzione di sconfinare in Messico alla ricerca di cure alternative. Lì verrà a conoscenza dell’esistenza di farmaci e cure più efficaci, ma non approvate negli Stati Uniti, che deciderà di cominciare ad importare e vendere a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno, iniziando un braccio di ferro legale con il proprio paese.
Nel percorso attraverso le fiamme costituito da un male lento e letale come quello portato dal virus HIV esiste un che di religioso. I più bigotti hanno individuato nella malattia a cui il virus porta (che essendo venerea si trasmette anche attraverso il sesso e che ha colpito molto gli omosessuali) una punizione divina per atteggiamenti contrari alla morale promulgata dalla Bibbia, Jean-Marc Vallée invece usa l’abisso dell’aspettativa di morte a causa dell’HIV per raccontare un percorso di santità.
Ron Woodroof come i grandi santi dell’antico testamento parte dalla posizione più deprecabile, preda di tutti i principali vizi e colmo d’odio verso chiunque non sia come lui, ma la prossimità alla morte lo costringerà a rivedere la propria intolleranza e ad aprirsi a un commercio e una benevolenza verso il prossimo che sono la caratteristica portante della santità.

Le proiezioni avranno tutte inizio alle ore 21:30…puntualissime!
Siate anche voi puntuali nel palesarvi!

The Wailers Tribute Band, live music

Omaggio a Peter Tosh e Bob Marley, tra note giamaicane e le mura colorate dei meandri del Bukó Circolo Virtuoso.

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The Wailers Tribute Band:
– Elio Fioretti (Chitarra/voce)
– Roberto Sozio (Chitarra/voce)
– Maurizio Di Chiara (Basso)
– Patrizio Paladino (Batteria/percussioni)

Sabato 04 Febbraio 2017
Start h 21:30

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento