L’Età che Brucia…

L’Età che Brucia…

Con quattro film s’intende celebrare nel mese di Aprile quell’età che fa da transizione tra la puerilità e l’essere uomini.
Adolescenza, frutto d’un passato non lontano e seme di un futuro altrettanto vicino, verrà messa al centro con quattro opere d’arte cinematografiche che sottolineeranno senza dubbio che l’adolescenza è quella fase della vita in cui si brucia…
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virginsuicide_0– Martedì 7 Aprile 2015 => “Il Giardino delle Vergini Suicide” (USA – 1999), di Sofia Coppola. Con James Woods, Kathleen Turner, Danny DeVito, Kirsten Dunst, Josh Hartnett.

Trama:
Cinque sorelle fra i quindici e i diciannove anni vivono infelici, tormentate da genitori che credono di fare il loro bene. La madre è integralista e cieca: costringe una delle sorelle, per punizione, a bruciare i dischi più cari. Il padre è molle e latitante, tutto preso a costruire i suoi modellini. Certo, ci sono i ragazzi che le corteggiano e le stimano, ma non basta. La prima muore gettandosi sulle punte del cancello di casa. Le altre quattro organizzano uno struggente virginsuicide_1suicidio collettivo. Davvero una sorpresa la figlia del grande Francis Ford: sensibilità, intelligenza e misura davvero ben distribuite, e anche una profonda capacità di interpretare il dolore. Che deriverebbe anche dall’esperienza di vita, e Sofia è molto giovane. Se l’ha aiutata papà comunque è più che legittimo. Ottimo esordio davvero.

sleepers_0– Martedì 14 Aprile 2015 => “The Sleepers” (USA – 1996), di Barry Levinson. Con Kevin Bacon, Brad Pitt, Vittorio Gassman, Dustin Hoffman, Robert De Niro.

Trama:
Dal romanzo dell’italoamericano Carcaterra. Storia di tre amici che finiscono dentro per una bravata, vengono maltrattati dalle guardie, escono e si vendicano sistematicamente, proprio alla conte di Montecristo. Un cast davvero cospicuo mal sostenuto dalla regia: tutto fluido, lento, senza lampi.

– Martedì 21 Aprile 2015 => “The Detachment” (USA – 2011), di Tony Kaye. Con Christina Hendricks, Adrien Brody, James Caan, Lucy Liu, Bryan Cranston.

DeteachmentTrama:
Henry Barthes è un uomo solitario e introverso che insegna letteratura alle scuole superiori. Quando un nuovo incarico lo conduce in un degradato istituto pubblico della periferia americana, il supplente deve fare i conti con una realtà opprimente: giovani senza ambizioni e speranze per il futuro, genitori disinteressati e assenti, professori disillusi e demotivati. La diversità di Henry è evidente sin dal primo impatto con questo universo allo sbando. Il distacco e l’assenza di coinvolgimento emotivo gli consentono di conquistare il rispetto e la partecipazione di ragazzi difficili, che ben presto sconvolgeranno il mondo apparentemente controllato del docente.
È un’autentica missione quella che vede impegnati gli insegnanti, a tutte le latitudini. Ancora di più lo è se il contesto sociale è caratterizzato dal degrado e dalla mancanza di prospettive. Ma laddove la scuola è l’unico punto di riferimento nei microcosmi di adolescenti che affrontano il faticoso cammino della crescita, questa missione rischia di infrangersi al cospetto dei fallimenti quotidiani. Allora il senso di impotenza e frustrazione polverizza ogni traccia dei primi entusiasmi e idealismi, giungendo a infettare anche vite private in lenta e inesorabile dissoluzione. Così, il desiderio di fare la differenza diventa vana velleità e lascia il posto alla resa.
Forse è per questo che il protagonista del film sceglie di continuare a fare il supplente, tentando, nel poco tempo di cui dispone, di impartire insegnamenti significativi agli studenti. Eppure, la passione che lo accende per la penna dei poeti sembra non riuscire a scalfire la sua vita. Il distacco emotivo, in cui Henry ha deciso di trincerarsi e farsi scudo dal mondo, cela un’antica ferita che torna a galla nel contatto con una prostituta-bambina scappata di casa e un’allieva sensibile e dotata di talento artistico, ma castrata da un padre oppressivo e ferita dall’arroganza dei compagni. Mentre afferra queste isole alla deriva, Henry salva se stesso e la propria anima. Ma l’impatto tra pianeti arrabbiati e fragili genera deflagrazioni irreversibili, ben rappresentate dall’immagine dell’aula vuota e sfasciata.
È intriso di profondo pessimismo e malinconica poesia questo film diretto dall’eclettico artista britannico Tony Kaye. La consapevolezza lucida e amara di un destino ancorato al dolore è scandita dalle parole immortali di scrittori con cui il supplente spiega la vita ai ragazzi e incarnata nello sguardo triste e lontano di un Adrien Brody sempre superbo. L’intero cast è all’altezza di una sfida impegnativa: cogliere le falle del sistema di istruzione americano e le tragiche conseguenze che si riverberano sulle vite di insegnanti e alunni. Il regista le ritrae in maniera non convenzionale, percorrendo la strada di uno stile personale e riconoscibile, con un avvio da documentario – con inserti di interviste video a docenti che imprimono un effetto di realismo – e uno svolgimento via via più drammatico. Notevoli anche le soluzioni visive, con il contrasto tra il bianco e nero degli inserti iniziali e una fotografia dai toni caldi. Quando poi le immagini parlano all’unisono con la musica, la magia del cinema è compiuta e arriva dritta al cuore.

giovaniRibelli– Martedì 28 Aprile 2015 => “Giovani Ribelli” (USA – 2013), di John Krokidas. Con Daniel Radcliffe, Dane DeHaan, Michael C. Hall, Ben Foster, Jack Huston.

Trama:
Allen Ginsberg, figlio di un poeta e di una madre affetta da un disturbo mentale, entra alla Columbia University con una borsa di studio. Matricola sensibile e curiosa, incontra Lucien Carr, uno studente ‘benestante’ di stordente bellezza. Colpito dal singolare e rivoluzionario pensiero di Allen, Lucien lo conduce nel cuore della notte a Manhattan e nella casa di David Kammerer, ‘bidello’ col talento della scrittura. Amante âgée di Lucien, David ospita nel suo appartamento bohémien giovani scrittori col vizio della ribellione, da cui emergono Jack Kerouac e William Seward Burroughs. Decisi a cambiare la storia della letteratura e ignari di fare quella storia giorno dopo giorno, verso dopo verso, Allen e compagni sperimentano la vita e i loro romanzi preferiti. La gelosia di David per Lucien insinua però nel gruppo un’oscura inquietudine, costringendo i suoi membri a confronti diretti. Separati in seguito a un evento traumatico, i ‘giovani poeti’ impareranno fare i conti nella vita e sulla pagina con la loro coscienza.

giovaniRibelli_1Opera prima di John Krokidas, Kill Your Darlings ha il volto e l’urgenza di una generation che voleva cambiare il mondo e lo ha cambiato, creandone un altro e un canale di espressione ‘altro’ per dirlo. Archiviando l’elaborazione piatta e convenzionale di On the Road, Kill Your Darlings coglie la generazione beat prima che diventi un movimento e prima che interpreti il movimento dell”andare’. Chiusi in appartamenti fumosi o nelle aule universitarie, troppo piccole e perbeniste per il loro eccezionale immaginario, Ginsberg, Kerouac e Burroughs ‘stanno’, muovendosi soltanto in viaggi lisergici che colgono il momento magico della creazione.

giovaniRibelli_2Eludendo trappole e pericoli del genere biografico, John Krokidas realizza un noir che pesca nelle derive allucinogene dei suoi protagonisti, bravi ragazzi alle prese con l’atto creativo e sprofondati nelle proprie personali ambiguità. A partire dal Lucien di Dane DeHaan, (s)oggetto del desiderio conteso dall’Allen di Daniel Radcliffe e dal David di Michael C. Hall. Bionda fiamma del peccato, senza alcun talento se non la propria perfetta bellezza, Lucien è corpo che si offre e che tradisce, mantenendo fino alla fine tutta la sua enigmaticità di tentazione erotica. Poeta dozzinale, teme di sprofondare nella mediocrità per la mancanza di talento, a cui rimedia ‘innamorando’ poeti ed ‘estorcendo’ parole come fossero baci.

Di lui si invaghisce il Ginsberg ‘glabro’ di Daniel Radcliffe, che ‘uccide’ l’adolescenza magica di Hogwarts e reprime il fascino divistico di Harry Potter, interpretando il vertice di un triangolo omosessuale. A Michael C. Hall, serial killer di bad guy per la Fox (Dexter) e corpo incombente nel debutto di Krokidas, spetta il compito di sottolineare la durezza antisentimentale del dark boy, aprendo una porta proibita ai corpi sottili dei giovani protagonisti, sporchi di inchiostro e attraversati da un’indeterminatezza eversiva. Ai limiti dell’alterazione onirica e alcolica si muovono invece il Kerouac di Jack Huston e il Burroughs di Ben Foster, semi eccentrici della ribellione esistenziale americana attecchiti nel cuore di New York. Ugualmente accecati dalla luce (Lucien) e affetti dalla ‘nevrosi’ da cui sono stati tentati, i predestinati alla gloria ‘commetteranno’ un crimine ideale per affermare il loro desiderio e le loro parole. L’iniziale esuberanza giovanile scivola così nel conflitto tra legge e desiderio, realtà e sogno, vecchio e nuovo che dice bene (anche) della lotta generazionale.

Perché Kill Your Darlings è tutt’altro che l’origine del movimento beat, è piuttosto l’espressione di una nuova voce che cova la fantasia di morte dei propri padri ma contempla e applica la categoria di responsabilità. La pulsione vitalistica e la potenza anarchica di Ginsberg troveranno di fatto un senso e un ‘padre’ in un racconto che ‘riprende’ il passato, costituisce il suo autore e diventa esperienza soggettiva dell’eredità.

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Le proiezioni avranno inizio alle ore 21:30…puntuali!
Siate anche voi puntuali nel prendere posto nei nostri meandri…

PITT STOP

Il cinema è bello, il cinema è emozione, il cinema è sensazione…ma il cinema sono anche gli attori!
Ed è per questo che al CIRCOLO Virtuoso Bukó, di tanto in tanto, vogliamo proporre il cinema d’autore o, in alternativa, il cinema d’attore.
Per il mese di Ottobre vi proponiamo e vi propiniamo una scelta relativa all’attore fulcro della rassegna che potrà suscitare interesse, curiosità, piacere nella riscoperta o semplicemente nella visione reiterata.
PITT STOP è una rassegna in cui Brad Pitt sarà messo alla gogna pubblica per essere apprezzato o criticato, è una rassegna in cui ci si affaccerà nelle realtà in cui l’attore dell’Oklahoma cambia faccia, ruolo e stili interpretativi.

I film scelti per i cinque Martedì del mese di Ottobre sono i seguenti:

– Martedì 01 Ottobre => L’esercito delle dodici scimmie

dodici_scimmieNel 2035 la gente vive un’altra dimensione. Miliardi di esseri umani si sono estinti a causa di un virus mortale che ha infettato il mondo: l’ha scoperto il virologo Leland Goines, premio Nobel. La superficie della Terra è diventata inabitabile; i pochi superstiti vivono nelle viscere di quella che fu Philadelphia, con il virologo e la sua équipe di gelidi scienziati ed un gruppo di prigionieri. Fra costoro vi è James Cole, che viene scelto ed equipaggiato per spedirlo in quella metropoli, all’indietro nel tempo a raccogliere informazioni. Cole sbuca nelle strade nevose di una città terrificante pressoché morta, dove passeggiano le fiere e i rarissimi relitti umani. Lo spirito e le forze di Cole (il riluttante “volontario”) non sono però esauriti. Preso per pazzo (e forse lo è, ridotto tale dalla convivenza con gente folle, tra cui soprattutto Jeffrey, il giovane figlio di Leland, che lo ha fatto internare): ha intuizioni acute (pensa che il destino degli uomini sia ormai decretato per sempre) però si aggrappa ad un brandello di memoria infantile: la visione di un aeroporto, dove un bimbetto assiste ad una sparatoria. Incontrata ora una psichiatra, Kathryn Railly, questa lo assiste e Cole se ne innamora. Per il “volontario” il problema è di cercare indizi ed informazioni sulla tragedia mondiale che ha colpito chi allora era vivo con l’epidemia del virus, di decifrare quella immagine infantile e, infine, di lottare contro il malvagio e folle Jeffrey, messosi a capo dell’esercito delle 12 scimmie.

– Martedì 08 Ottobre => The Snatch

thesnatchDurante il suo viaggio a New York per consegnare un gigantesco diamante al boss mafioso Avi, il ladro e corriere di preziosi Frank “Quattrodita” passa per Londra per piazzare pietre più piccole presso il cugino del suo capo Doug “La Zucca”. Fa una puntata su un incontro di boxe illegale e si trova in un bel pasticcio… Tranelli, doppi giochi, imboscate, si susseguono in un clima un po’ drammatico e molto farsesco.

– Martedì 15 Ottobre => Il curioso caso di Benjamin Button

benjamin1Benjamin Button nasce il giorno della fine della prima guerra mondiale, è un bimbo in fasce ma ha la salute di un novantenne: artrite, cataratta, sordità. Dovrebbe morire il giorno dopo e invece più passa il tempo più ringiovanisce. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano sempre alla ricerca del primo e unico amore, una donna molto più emancipata, libera e in linea con il suo tempo di lui. L’unico momento in cui si potranno trovare sarà all’incrociarsi delle loro età: “Mi amerai ancora quando sarò vecchia?”, chiede lei. “E tu mi amerai ancora quando avrò l’acne?” risponde lui.
Fincher sceglie di narrare una storia con un espediente classico: a partire dalla modernità, attraverso le memorie di un diario letto alla protagonista ormai anziana e in punto di morte. Fotografa tutto virando verso il seppia e opta per la calligrafia spinta, cosa che ovatta il racconto con l’indulgenza e il fascino di cui sono dotati i ricordi. Il risultato è un’agiografia del passato che vince sul presente (New Orleans ieri e oggi con Katrina alle porte), una prospettiva a ritroso indulgente e favolistica sugli Stati Uniti che non affronta nessun tema davvero e che, cosa bene più grave, manca di emozionare con sincerità.benjamin2
Benjamin Button ringiovanisce invece di invecchiare ma questo non ha nessun effetto sulla trama nè tantomeno serve a dare una visione particolare degli eventi in cui è coinvolto o della società in cui è inserito, come avveniva invece con la stupidità di Forrest Gump (il paragone inaffrontabile con l’opera di Zemeckis sorge spontaneo data la sostanziale identità della struttura della storia).
Il curioso caso di Benjamin Button sembra chiedersi unicamente “Come si comporterebbe un vecchio con la testa di un bambino? E come un giovane con l’esperienza di un vecchio?”, tentando di conseguenza una riflessione sulla morte e sulle possibilità di sfruttare al massimo la propria vita. “Non sai mai cosa c’è in serbo per te” ripete a Benjamin la madre adottiva, evitando accuratamente di citare scatole di cioccolatini.
Gigantesco il lavoro fatto sull’invecchiamento e il ringiovanimento digitali di Brad Pitt, entrambi ottenuti sperimentando una tecnica innovativa di motion capture. Il risultato è evidente: in ogni caso il personaggio è sempre lui, Brad Pitt, anche quando gli somiglia veramente poco. Meno celebrata invece Cate Blanchett che, invecchiata e ringiovanita anch’essa per esigenze di copione, supplisce alla frequente mancanza di digitale con la solita prestazione fuori da ogni ordinarietà.

– Martedì 22 Ottobre => Fight Club

Tyler-fight-clubPicchiarsi per stare meglio: questo l’assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di Seven, Fincher ripercorre e perfeziona la violenza. Pitt è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. Norton ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato.

– Martedì 29 Ottobre => Seven

se7enSette i peccati capitali, sette gli omicidi che uno psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l’avarizia, continua con l’accidia. L’ultimo è la lussuria, ma l’intervento di due investigatori, uno anziano e nero, l’altro giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c’è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l’indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura e senza una scena di violenza, di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.

L’appuntamento è quindi tutti i Martedì del mese di Ottobre con PITT STOP.
Proiezione a partire dalle ore 21.30!!!

Si ringrazia Marco Marotti per aver contribuito alla realizzazione della rassegna con l’illuminante frase “Bradd Pitt e ij manteng’ a scal’!”

NON MANCATE!