RAINBLUES, live music

copertina
Il duo inedito ci farà scoprire quella parte del blues che é di solito indicata come “Delta”: musica che nasce dalla tranquillità maestosa del Mississippi, che incrocia di tanto in tanto lo sferragliare dei treni sulle rotaie; il tempo di un’epoca storica scandita dalle picconate degli schiavi alle prese con le work-song, o dal suono sfrenato di feste clandestine, gioco d’azzardo e risse furibonde tra ubriachi. Le storie del delta blues sono spaccati di vita duri ma dignitosi, in cui natura umana, spiritualità ed ironia si confondono, creando il colore distintivo della musica afro-americana.

I brani sono tratti per lo più dal repertorio di Mississippi Fred McDowell e San House, ma saranno presentate anche diverse composizioni originali.

Louis De Cicco – chitarra e voce
Marco Coviello – batteria

Giovedì 01 Giugno 2017
Start h 21:30

Presso il Bukó Circolo Virtuoso
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Maccaroni Folk Project, live music

Maccaroni Folk Project:
Alberto Maria Langella – Chitarra, mandolino e voce
Marco Cammarata – Chitarra e voce

maccaroni

Il duo nasce un anno e mezzo fa con un esperienza in strada. dal momento della sua fondazione i due musicisti eseguono con regolarità concerti in tutta la campania con una media che va dalle quattro alle otto serate mensili. eseguono brani provenienti da diversi paesi, strumentali ed in forma canzone, tutti rigorosamente acustici e tutti legati ai canti e alle tradizioni del mondo. dall’america all’irlanda. dal latino america alla francia e alla spagna. da brani di origine gitana ad alcune canzoni popolari del sud dell’italia.tale progetto è motivo di studio per i musicisti che si confrontano con generi e tecniche diverse, sperando di portare all’attenzione del loro pubblico canzoni e danze mai ascoltate e ballate.

Giovedì 23 Marzo 2017
Start h 21:30

Presso il Bukó Circolo Virtuoso
VIa Stanislao Bologna 30
Benevento

La Degustazione attraverso i sensi – Esercizi di Degustazione

La Degustazione attraverso i Sensi
– Esercizi di degustazione a cura di Alambacchus –

esercizi-di-degustazione

 
Udito. Vista. Olfatto. Gusto. Tatto.
 
Degustare il vino è un viaggio che passa attraverso tutti i nostri sensi, sensi che, spesso, sono sopiti, dormienti e che vanno risvegliati.
Nel viaggio, è importante tanto il punto di arrivo che il percorso da seguire: se vogliamo essere pronti a degustare il vino in pieno, in tutte le sue sfaccettature, dobbiamo riattivare i nostri sensi tramite un allenamento non proprio ordinario…
 
Lasciatevi prendere da un’esperienza olfattiva e sensoriale sulla base di un assaggio di 4 tipi di vino.
Una degustazione fuori dal normale.
 
Per la degustazione, sono previsti i prodotti delle seguenti cantine:
– Torre Del Pagus
– Cantine di Solopaca
– Cantina Tora
– Nifo Sarrapochiello
 
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE
Contatti:
Andrea (3297914678)
Tiziana (3387340250)
 
Domenica 19 Febbraio 2017
Start h 20:00
 
Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Tim Holehouse – mutant delta blues from UK

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Originario di Dorchester (UK), Tim Holehouse è un songwriter e musicista molto particolare.
Nel corso degli anni ha suonato con decine di band, passando dal metal all’hardcore fino al blues e al folk, con incursioni in tutto ciò che lo ispira, senza inibizioni né limiti di genere.
Si è esibito non solo nel Regno Unito ma anche in Cina, Giappone, Australia, USA, Islanda, Austria, Svizzera, Francia e Germania, spesso in coppia con artisti come Oldseed e Octoberman (Canada), Usaisamonster (USA) o Veee Dee (Japan) tanto per citarne alcuni.
Tra album solisti, split e numerose collaborazioni con altri artisti, nel corso della sua carriera Tim Holehouse ha sempre mostrato una linfa creativa davvero invidiabile.
Voce grintosa e rauca alla Tom Waits e una chiara attitudine blues sono i principali tratti distintivi dell’abile compositore inglese dallo spirito troubadour in tour in Italia dalla seconda di metà di Febbraio 2017.

Giovedì 16 Febbraio 2017
Start h 21:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Storie di Ordinaria Vita Vissuta Vol.2

Ci sono i film bellissimi, pieni di effetti speciali, grandi attori, grandi storie e concetti filosofici non trascurabili. Ci sono i film pieni di storie di vita vissuta: a volte, storie di vite abbastanza comuni e speciali per il modo in cui vengono vissute, altre storie invece riguardano certe persone, certi episodi che difficilmente si replicheranno.
Se pensate di avere una vita interessante, vi invitiamo alla rassegna “Storie di Ordinaria Vita Vissuta Vol.2” in cui si darà spazio a tre storie vere che il cinema ha saputo elogiare o, in qualche modo, rappresentare.
bronson– Martedì 7 Febbraio 2017 => “Bronson”, un film di Nicolas Winding Refn. Con Tom Hardy, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon.

Trama:
Ostinatamente devoto alla violenza, Michael Peterson – in arte Charles Bronson – non riesce a tenere sotto controllo il suo egocentrismo. E così, dopo un’infanzia trascorsa tra le mura di una casa piena d’amore, il ragazzo cresce collezionando bravate di poco conto. Una volta diventato grande, muscoloso e forzuto, dopo l’ennesima prepotenza, viene rinchiuso per sette anni in carcere. Nella cella, tra una scazzottata al secondino e un morso ai colleghi più miserevoli, diventa il prigioniero più famoso d’Inghilterra: un carcerato eccentrico e sbiecamente intelligente che non ha mai ucciso nessuno ma vive da trent’anni in totale isolamento.
La regia di Nicolas Winding Refn scompone la vita di Bronson in quadri artefatti, esteticamente ineccepibili. Ogni dettaglio della scenografia si lega con cura maniacale ai movimenti degli attori, così come la scelta dei colori segue scrupolosamente i dettami di un perfetto equilibrio cromatico. L’impatto visivo è notevole, soprattutto nelle scene in cui Tom Hardy – sovraccaricato di massa muscolare e pazzia – dimostra tutta la potenza del suo narcisismo deviato. Ben oltre misura e discrezione, il film si divide in tre parti ambientate in tre luoghi diversi: il palcoscenico di un teatro, il mondo esterno e la cella d’isolamento. Attraverso gli spostamenti tra questi spazi dell’anima, l’uomo si trasforma fino a divenire un prodotto, da deridere o denigrare, ma con il quale è bene scontrarsi.
Incorruttibile (la sua morale non prevede l’omicidio, punizione che ritiene giusta solo per i pedofili) e arguto artista della violenza, il personaggio che esce dal racconto di Refn è, più che un criminale, un anarchico pubblicitario che riesce a vendere se stesso come ‘brand’, meglio di qualsiasi rappresentante in giacca e cravatta. Mettendolo su un palcoscenico a parlare di sé, il regista sceglie di porre l’attenzione sull’aspetto più intellettuale di Bronson, perché l’uomo che si nasconde dietro a sputi e pugni è molto più interessante. Scrittore, pittore, esteta, pur di diventare famoso, avrebbe sacrificato ogni cosa ma mai per il solo gusto di fare del male agli altri.

thewalk_vertigini– Martedì 14 Febbraio 2017 => “The Walk” un film di Robert Zemeckis. Con Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby, Marie Turgeon, Soleyman Pierini.

Trama:
Il 7 Agosto del 1974 il funambolo francese Philippe Petit realizza il suo sogno, qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno farà mai più. Per quasi un’ora cammina avanti e indietro su un cavo teso tra le torri gemelle di New York, a più di 400 metri d’altezza, senza alcuna protezione. Lo guardano la sua donna, gli amici che lo hanno aiutato, la polizia che aspetta di arrestarlo, la città e poi il mondo. Lo guardano le nuvole. Philippe Petit cambia il modo in cui New York guarda ai suoi nuovi simboli negli anni ’70, li ammanta della magia dell’arte e dell’incredibile, realizza il sogno nella terra dei sogni. Poi, nel 2001, un incubo riscriverà quello sguardo e quello spazio, con un altro, definitivo, “per sempre”.
Ci sono due torri, due paesi e due anime nel film di Zemeckis. C’è la Parigi della prima parte, che pare uscita da un musical di Stanley Donen apparso fuori tempo massimo, dove i protagonisti della storia più che arrampicarsi sul filo si arrampicano sugli specchi per giustificare il loro utilizzo dell’inglese, dove la finzione scolora la realtà nonostante costumi e fotografia s’ingegnino per fare l’opposto, dove accade esattamente ciò che non dovrebbe accadere sulla corda, e cioè che si finge, e questo – Philippe l’ha appreso dal suo mentore Papa Rudy – questo il pubblico lo sente.
Poi le cose cambiano, attraversato l’oceano la prospettiva si ribalta: qui Zemeckis fa sul serio e anche questo il pubblico lo sente. Il “colpo” di Petit diventa il colpo del regista; la posta in gioco è ambiziosa e la tecnica è tutto. Scollati dal suolo, a partire dalla notte sul tetto, il sogno del funambolo francese e il cinema dell’americano s’incontrano, sono fatti della stessa materia, comandano la temporalità con le loro leggi particolari, rubano il respiro, gelano le mani per l’emozione e per la temperatura dell’aria del cielo all’alba.
Se nell’intro del film, Petit/Gordon Levitt rifiutava di trovare un perché alla sua impresa, facendosi bastare il richiamo della bellezza e dello spettacolo, in coda, al contrario, Zemeckis sembra giustificare la sua scelta di girare The Walk col desiderio di partire da una storia vera per parlare di un’altra storia vera, fatta anch’essa di ansia e di vertigine, ma di segno opposto: una storia in cui l’equilibrio del mondo va in pezzi e i corpi precipitano anziché danzare sospesi. Quello rivolto all’undici settembre è un pensiero fin troppo evidente, per quanto reso silenziosamente, ma anche inevitabile. “La nostra civiltà – scriveva, all’indomani della tragedia, Paolo Lagazzi – è un sogno sospeso a un filo sottile”.

filmz.ru– Martedì 21 Febbraio 2017 => “Dallas Buyers Club”, un film di Jean-Marc Vallée. Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare, Steve Zahn.

Trama:
Ron Woodroof vive come se non ci fosse un domani, non credendo alla medicina ma professando solo la religione della droga e dell’alcol. La scoperta di non avere realmente un domani a causa della contrazione del virus HIV apre un calvario di medicinali poco testati e molto inefficaci, fino all’estrema soluzione di sconfinare in Messico alla ricerca di cure alternative. Lì verrà a conoscenza dell’esistenza di farmaci e cure più efficaci, ma non approvate negli Stati Uniti, che deciderà di cominciare ad importare e vendere a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno, iniziando un braccio di ferro legale con il proprio paese.
Nel percorso attraverso le fiamme costituito da un male lento e letale come quello portato dal virus HIV esiste un che di religioso. I più bigotti hanno individuato nella malattia a cui il virus porta (che essendo venerea si trasmette anche attraverso il sesso e che ha colpito molto gli omosessuali) una punizione divina per atteggiamenti contrari alla morale promulgata dalla Bibbia, Jean-Marc Vallée invece usa l’abisso dell’aspettativa di morte a causa dell’HIV per raccontare un percorso di santità.
Ron Woodroof come i grandi santi dell’antico testamento parte dalla posizione più deprecabile, preda di tutti i principali vizi e colmo d’odio verso chiunque non sia come lui, ma la prossimità alla morte lo costringerà a rivedere la propria intolleranza e ad aprirsi a un commercio e una benevolenza verso il prossimo che sono la caratteristica portante della santità.

Le proiezioni avranno tutte inizio alle ore 21:30…puntualissime!
Siate anche voi puntuali nel palesarvi!

The Wailers Tribute Band, live music

Omaggio a Peter Tosh e Bob Marley, tra note giamaicane e le mura colorate dei meandri del Bukó Circolo Virtuoso.

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The Wailers Tribute Band:
– Elio Fioretti (Chitarra/voce)
– Roberto Sozio (Chitarra/voce)
– Maurizio Di Chiara (Basso)
– Patrizio Paladino (Batteria/percussioni)

Sabato 04 Febbraio 2017
Start h 21:30

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Viaggio al Suono della Notte

“Viaggio al Suono della Notte” è una performance teatrale e musicale. Con un suggerimento di Pessoa, ci immergiamo in una visione notturna di Whitman, dove musica e recitazione si fondono per accompagnare lo spettatore verso un’esplorazione sull’apparire e l’essere della vita e della morte, della fine e del ritorno.
Attraverso il contatto con dormienti non ancora conosciuti, luoghi non ancora visti, suoni non ancora ascoltati, vi portiamo in un breve viaggio onirico, da cui tornare al brulichio quotidiano, più vicini a quel silenzio e quell’altrove che ci hanno indicato la strada.
I personaggi e le situazioni riprese dalla poesia di Whitman possono diventare simboli nei quali riconoscere la drammaticità della condizione umana contemporanea, tra guerre, naufragi, solitudini, ma anche la profonda forza vitale che spinge a cercare oltre.

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<< Non so come da te venni, né dove con te io vada … Ma so che venni bene e bene andrò>>

Antonio Ciaramella – chitarra
Giulio Izzo – contrabbasso e synth
Giovanni Simiele – corpo/voce

Domenica 22 Gennaio 2017
Start h 21:00

Presso il Circolo Virtuoso Bukó
Via Stanislao Bologna 30
Benevento

Amore e Morte

amore-e-morteAmore e Morte
– Storie amare e d’amore –

La Morte, la Morte, la Morte che arriva,
La Morte schifosa, la Morte lasciva.
La Morte che vola, la Morte normale,
che cela pietosa del mondo ogni male.
La Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte, la Morte, la Morte e l’Amore;
che aspettano insieme il Grande Giudizio
e non hanno mai fine, non hanno mai inizio.

L’intreccio tra morte e amore, eterno, costante, tragico ma reale,
spesso sottovalutato,
poco elogiato,
molto condannato…
qualcosa di indiscutibilmente dannato!
Con quattro film al Circolo Virtuoso Bukó vi faremo vivere una mini-squenza di questo sacro e trascendentale intreccio.

joeblack– Martedì 08 Novembre 2016: Vi presento Joe Black (Germania 2009), un film di Martin Brest. Con Brad Pitt, Anthony Hopkins, Claire Forlani, Jake Weber, Marcia Gay Harden.

Trama: William Parrish è un miliardario che sente voci inspiegabili. La spiegazione c’è: è arrivato nella sua villa il bel Joe Black. Sua figlia Susan se ne innamora subito, ma nessuno sa che si tratta dell’Angelo della Morte venuto a prendere William. Va però prima salvaguardata l’azienda di famiglia che il subdolo Drew vorrebbe sottrargli. Brad ormai può fare di tutto, anche il killer più attivo al mondo in un film decisamente troppo lungo. Hopkins, anche lui, può permettersi di tutto e di più.

wristcutters_2– Martedì 15 Novembre 2016: Wristcutters (USA – 2006), un film di Goran Dukic. Con Patrick Fugit, Shea Whigham, Shannyn Sossamon, Tom Waits, Will Arnett.

Trama: La storia vede i suoi protagonisti uniti in un particolare: sono tutti suicidi! I “wristcutters” (letteralmente “coloro che si sono tagliati i polsi”) vivono una vita parallela alla nostra in un mondo a loro dedicato, ai limiti del grottesco in cui cercano di sopportare il loro status tra cicatrici esteriori ed interiori. Un viaggio nell’aldilà che sembra un’aldiqua.

nonbuttiamocigiu– Martedì 22 Novembre 2016: Non buttiamoci giù (Gran Bretagna – 2013), un film di Pascal Chaumeil. Con Pierce Brosnan, Toni Collette, Aaron Paul, Imogen Poots, Rosamund Pike.

Trama: Martin, Maureen, Jess e J.J. si ritrovano la notte di capodanno in cima ad un palazzo. Non si conoscono ma sono lì tutti per il medesimo motivo: tentare il suicidio. La presenza di altre persone inibisce tutti e quattro, spingendoli a rinunciare e a stringere un legame basato sulle comuni difficoltà. Uniti dal desiderio di non ricadere nel baratro della voglia di morire cominciano a frequentarsi, vanno in vacanza insieme per sfuggire alla pressione che i media, accortisi della loro storia strappalacrime, pone loro ma al ritorno nulla sembra essere come prima.
nonbuttiamocigiu2Adattato da un romanzo di Nick Hornby questo film di Pascal Chaumeil sembra rendere il servizio peggiore alla parola dello scrittore inglese, abitualmente saccheggiato dal cinema, presentandosi immediatamente come il peggior adattamento da una sua opera. Goffo nel procedere e puerile nello sviluppare personaggi incoerenti che si muovono in situazioni strabiche, Non buttiamoci giù non solo non serve il suo intento ma riesce a cadere in tutte le trappole più rischiose di un argomento spinoso. Raccontare il suicidio (o meglio l’istinto suicida) in una commedia non è cosa facile e Non buttiamoci giù ne è la perfetta dimostrazione. I quattro protagonisti, stretti tra loro dal legame creato dalla comune volontà di farla finita in una notte di capodanno, si comportano come vecchi amici in libera uscita, felici e spensierati attraversano piccoli drammi o storie d’amore e tradimento ricordando solo a tratti, in stonati momenti drammatici, di essere degli ex-suicidi. La contaminazione della commedia non riesce a bilanciare il sottofondo serio e drammatico, snaturandolo ogni 5 minuti, in una costante incapacità di mescolare i toni e i registri. In questo non aiuta per niente l’idea di dividere il film in capitoli, ognuno con il nome di un personaggio e lasciando ad esso la narrazione di quel tratto. La suddivisione infatti è solo una facciata che regge i primi 5 minuti dopo la comparsa del nome del capitolo, passato quell’attimo il film continua a procedere come nulla fosse, senza aver cambiato punto di vista e senza porre maggior attenzione su quel personaggio, come se si trattasse di una frammentazione posticcia, aggiunta a film ormai terminato. Sensazione che ben descrive anche il resto delle soluzioni del film. Nonostante avesse dimostrato con Il truffacuori un talento non comune per la commedia, Pascal Chaumeil non riesce a replicare il tocco lieve e anzi sembra usare pennelli ancora più grossi per questa storia, rifiutando di cesellare scene e tratti della personalità a favore di un’esagerata esibizione di gioia di vivere, giustapposta a discorsi sul desiderio di morte. E come spesso avviene quando un film sbaglia totalmente tono e registro lentamente ogni componente vira verso il peggio, anche gli attori più navigati e le scene di sicuro impatto. Dalle musiche, alle battute fino anche allo stile di recitazione dei singoli attori, tutto grida commedia a gran voce (e nemmeno una dalla scrittura raffinata), mentre la trama e la storia individuale dei personaggi imporrebbero una contaminazione più raffinata e meno urlata, l’ironia al posto della grossolana comicità.

 

soffio1– Martedì 29 Novembre 2016: Soffio (Corea del Sud – 2007), un film di Kim Ki-Duk. Con Chen Chang, Park Ji-a, Ha Jung-woo, Hang In-Hyung, Kim Ki-duk.

Trama: Una giovane madre in crisi coniugale (il marito la tradisce) si innamora di un detenuto condannato a morte che ha tentato di suicidarsi. Riesce a incontrarlo nel parlatorio sconvolgendo i suoi sentimenti e suscitando reazioni nei suoi compagni di cella uno dei ne quali ne è geloso. Il marito scopre quanto sta accadendo e cerca di recuperare il rapporto.
soffioKim Ki-Duk ha ormai acquisito una capacità produttiva e realizzativa invidiabile. Riesce a realizzare in tempi brevissimi film che non mancano mai di stupire piacevolmente il pubblico del cinema di qualità anche se la critica internazionale, dopo averlo scoperto e promosso, sta progressivamente prendendone le distanze. Forse perché il suo è un cinema troppo personale (nel senso più pieno del termine) per continuare a piacere a lungo a chi cerca la novità per la novità. Il conflitto tra l’amore e la passione che si fa tutt’uno con il sesso, tra lo spirito e la carne che sembra a volte pretendere la violenza sono problemi che attraversano tutto il suo modo di fare cinema e che anche in questa occasione si ripropongono.

Le proiezioni avranno tutte inizio alle ore 21:30…puntualissime!
Siate anche voi puntuali nel palesarvi.